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Come cambiano i requisiti energetici degli edifici con RED III e il nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025

13/07/2026
Questo articolo nasce dagli incontri del “Caffè Tecnico”, l’appuntamento mensile con cui i professionisti di M&E condividono aggiornamenti normativi, casi pratici e approfondimenti tecnici per mantenere sempre elevato il livello di competenza del team.
La transizione energetica europea entra in una nuova fase e il settore delle costruzioni è tra i principali protagonisti del cambiamento. Con la Direttiva RED III e il nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025, destinato a sostituire il D.M. 26 giugno 2015, evolvono le regole che disciplinano la progettazione energetica degli edifici. L’obiettivo è chiaro: ridurre i consumi, aumentare l’impiego delle fonti rinnovabili e favorire edifici sempre più efficienti. Per progettisti, imprese e committenti questo significa ripensare il modo di concepire un edificio, adottando un approccio sempre più integrato.

RED III: più rinnovabili, meno emissioni

La Direttiva RED III è uno dei provvedimenti cardine del pacchetto europeo ‘Fit for 55’, che punta a ridurre del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030. Tra le novità più rilevanti c’è l’innalzamento dell’obiettivo europeo per le fonti rinnovabili al 42,5%, con un traguardo indicativo del 45%, e l’introduzione di un target specifico per gli edifici: la direttiva indica, infatti, l’obiettivo di raggiungere, entro il 2030, una quota del 49% di energia rinnovabile nel settore degli edifici, in termini di consumi energetici. Inoltre, la RED III introduce le “zone di accelerazione delle rinnovabili”, aree appositamente individuate dagli Stati membri dell’UE per favorire l’installazione di impianti da fonti energetiche rinnovabili. In tali zone, gli iter autorizzativi vengono semplificati e accelerati, riducendo i tempi necessari per la realizzazione degli impianti e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione europei.

Cosa cambia con il Decreto Requisiti Minimi 2025

Il nuovo decreto aggiorna i criteri di verifica della prestazione energetica degli edifici, recependo gli indirizzi europei. Una delle principali novità riguarda il calcolo delle superfici: le verifiche energetiche saranno effettuate considerando le superfici lorde, comprensive dello spessore delle murature. : questo approccio restituisce una rappresentazione più realistica delle dispersioni dell’involucro e dell’incidenza dei ponti termici, che assumono un ruolo centrale: le valutazioni di quest’ultimi dovranno essere eseguite con metodi analitici conformi alla UNI EN ISO 10211, superando le semplificazioni utilizzate in passato. Particolare rilievo assume il coefficiente globale di scambio termico per trasmissione H’T, che, nel caso delle ristrutturazioni di primo livello, non è più soggetto a un limite fisso come previsto dalla precedente normativa. In passato, infatti, il valore limite era determinato esclusivamente dal rapporto di forma S/V (superficie esterna disperdente/volume lordo climatizzato) e dalla zona climatica di appartenenza dell’edificio.

Con il D.M. 2025 viene invece introdotto un ulteriore parametro che contribuisce alla determinazione del limite di H’T: il rapporto ex ante tra la superficie complessiva degli elementi vetrati e la superficie totale dell’involucro disperdente (componenti vetrati e opachi) dell’edificio di riferimento. Di conseguenza, per le ristrutturazioni di primo livello, il valore limite del coefficiente H’T diventa un parametro dinamico, variabile non solo in funzione della zona climatica e del rapporto S/V, ma anche della percentuale di superficie vetrata presente nell’edificio, assumendo valori differenti in relazione alle caratteristiche geometriche e costruttive del fabbricato. L’introduzione di questo indicatore consente di considerare in modo più realistico l’incidenza delle superfici trasparenti sul comportamento energetico dell’involucro edilizio, tenendo conto delle differenti prestazioni associate a edifici caratterizzati da diverse percentuali di superfici vetrate e rendendo così la verifica maggiormente aderente alle effettive condizioni del fabbricato oggetto di intervento. Allo stesso tempo diventano più severi i limiti di trasmittanza termica, rendendo necessario l’impiego di materiali isolanti sempre più performanti.

Più attenzione alle fonti rinnovabili e all'elettrificazione

Il nuovo quadro normativo amplia il modo in cui viene calcolata l’integrazione delle fonti rinnovabili, infatti non vengono considerati soltanto gli impianti termici, ma l’intero fabbisogno energetico dell’edificio, comprendendo anche servizi quali illuminazione e ventilazione meccanica.

In questo contesto assumono un ruolo sempre più rilevante le pompe di calore, valutate attraverso indicatori di prestazione stagionale quali SCOP e SEER e tenute a rispettare specifici requisiti di efficienza energetica definiti dalla normativa europea (Direttiva 2009/125/CE e Regolamento UE 2017/1369). Tali tecnologie si confermano uno degli strumenti principali per la decarbonizzazione del settore edilizio, grazie alla loro elevata efficienza e alla crescente integrazione con la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Un altro aspetto, meno evidente ma particolarmente significativo, riguarda il calcolo dell’energia primaria dell’edificio. Ai fini della determinazione della prestazione energetica, l’energia effettivamente consumata (elettricità, gas o altri vettori energetici) viene infatti convertita in energia primaria mediante specifici fattori di conversione. La progressiva decarbonizzazione del mix energetico nazionale comporta una riduzione del fattore di conversione dell’energia elettrica in termini di energia primaria non rinnovabile. Di conseguenza, gli edifici alimentati da tecnologie elettriche ad alta efficienza, come le pompe di calore, possono beneficiare di una valutazione energetica più favorevole rispetto al passato. Questo scenario rende le soluzioni full-electric sempre più vantaggiose sia sotto il profilo energetico sia sotto quello ambientale, rafforzandone il ruolo strategico nel percorso di transizione verso edifici a basse emissioni.

Edifici intelligenti e progettazione integrata

Tra le novità introdotte dal decreto cresce anche l’importanza dei sistemi BACS (Building Automation and Control Systems), che consentono di monitorare e gestire in modo coordinato impianti, illuminazione e climatizzazione, contribuendo a migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

Il provvedimento dedica inoltre particolare attenzione all’elettrificazione dei consumi e alla mobilità sostenibile, introducendo specifici obblighi relativi alla predisposizione delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici negli edifici dotati di parcheggi, con l’obiettivo di favorire una più ampia diffusione della mobilità a basse emissioni.
Le numerose innovazioni introdotte dal decreto convergono tutte verso un medesimo principio: considerare l’edificio come un sistema energetico integrato, nel quale ogni componente contribuisce al raggiungimento delle prestazioni complessive. Infatti, le prestazioni energetiche degli edifici sono il risultato dell’interazione tra involucro edilizio, impianti, fonti rinnovabili e sistemi di controllo. Per questo motivo diventa essenziale che progettazione architettonica e progettazione impiantistica siano sviluppate in parallelo e in costante coordinamento: le scelte progettuali di una disciplina possono influenzare infatti direttamente le prestazioni e l’efficienza delle altre, rendendo indispensabile un approccio realmente integrato ed olistico.

L'approccio di M&E

Le novità introdotte dalla RED III e dal nuovo Decreto Requisiti Minimi confermano che la progettazione energetica non può più essere considerata un semplice adempimento normativo. Oggi rappresenta uno degli strumenti principali per realizzare edifici più efficienti, sostenibili e pronti alle sfide future. Per questo M&E Srl affronta ogni progetto attraverso un approccio multidisciplinare, integrando competenze impiantistiche, energetiche, antincendio e di progettazione fin dalle prime fasi. Un metodo che consente di trasformare l’evoluzione normativa in un’opportunità concreta per migliorare la qualità degli edifici e le loro prestazioni nel tempo. 

Più attenzione alle fonti rinnovabili e all'elettrificazione

Più attenzione alle fonti rinnovabili e all’elettrificazione

Il nuovo quadro normativo amplia il modo in cui viene calcolata l’integrazione delle fonti rinnovabili, infatti non vengono considerati soltanto gli impianti termici, ma l’intero fabbisogno energetico dell’edificio, comprendendo anche servizi quali illuminazione e ventilazione meccanica. In questo contesto assumono un ruolo sempre più rilevante le pompe di calore, valutate attraverso indicatori di prestazione stagionale quali SCOP e SEER e tenute a rispettare specifici requisiti di efficienza energetica definiti dalla normativa europea (Direttiva 2009/125/CE e Regolamento UE 2017/1369). Tali tecnologie si confermano uno degli strumenti principali per la decarbonizzazione del settore edilizio, grazie alla loro elevata efficienza e alla crescente integrazione con la produzione di energia da fonti rinnovabili. Un altro aspetto, meno evidente ma particolarmente significativo, riguarda il calcolo dell’energia primaria dell’edificio. Ai fini della determinazione della prestazione energetica, l’energia effettivamente consumata (elettricità, gas o altri vettori energetici) viene infatti convertita in energia primaria mediante specifici fattori di conversione. La progressiva decarbonizzazione del mix energetico nazionale comporta una riduzione del fattore di conversione dell’energia elettrica in termini di energia primaria non rinnovabile. Di conseguenza, gli edifici alimentati da tecnologie elettriche ad alta efficienza, come le pompe di calore, possono beneficiare di una valutazione energetica più favorevole rispetto al passato. Questo scenario rende le soluzioni full-electric sempre più vantaggiose sia sotto il profilo energetico sia sotto quello ambientale, rafforzandone il ruolo strategico nel percorso di transizione verso edifici a basse emissioni.

Edifici intelligenti e progettazione integrata

Tra le novità introdotte dal decreto cresce anche l’importanza dei sistemi BACS (Building Automation and Control Systems), che consentono di monitorare e gestire in modo coordinato impianti, illuminazione e climatizzazione, contribuendo a migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il provvedimento dedica inoltre particolare attenzione all’elettrificazione dei consumi e alla mobilità sostenibile, introducendo specifici obblighi relativi alla predisposizione delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici negli edifici dotati di parcheggi, con l’obiettivo di favorire una più ampia diffusione della mobilità a basse emissioni. Le numerose innovazioni introdotte dal decreto convergono tutte verso un medesimo principio: considerare l’edificio come un sistema energetico integrato, nel quale ogni componente contribuisce al raggiungimento delle prestazioni complessive. Infatti, le prestazioni energetiche degli edifici sono il risultato dell’interazione tra involucro edilizio, impianti, fonti rinnovabili e sistemi di controllo. Per questo motivo diventa essenziale che progettazione architettonica e progettazione impiantistica siano sviluppate in parallelo e in costante coordinamento: le scelte progettuali di una disciplina possono influenzare infatti direttamente le prestazioni e l’efficienza delle altre, rendendo indispensabile un approccio realmente integrato ed olistico.

L’approccio di M&E

Le novità introdotte dalla RED III e dal nuovo Decreto Requisiti Minimi confermano che la progettazione energetica non può più essere considerata un semplice adempimento normativo. Oggi rappresenta uno degli strumenti principali per realizzare edifici più efficienti, sostenibili e pronti alle sfide future. Per questo M&E Srl affronta ogni progetto attraverso un approccio multidisciplinare, integrando competenze impiantistiche, energetiche, antincendio e di progettazione fin dalle prime fasi. Un metodo che consente di trasformare l’evoluzione normativa in un’opportunità concreta per migliorare la qualità degli edifici e le loro prestazioni nel tempo. 

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